Certificati: occasioni fiscali ed operative

Certificati: occasioni fiscali ed operative

Il secondo articolo su certificati prende in considerazione il tema fiscale. In un contesto come quello attuale caratterizzato da alta volatilità è fondamentale porre l’attenzione su come compensare le minusvalenze in modo da non pagare inutili tasse. I certificati sono strumenti molto interessanti in questo ambito perché permetto, nella maggior parte dei casi, di compensare minusvalenze pregresse derivati dalla chiusura di posizioni in perdita. Inoltre, l’alta volatilità permette di trovare strumenti molto interessanti a prezzi inferiori al reale valore.

I certificati rappresentano gli strumenti finanziari più efficienti attualmente disponibili sui mercati. Sono infatti gli unici prodotti che consentono la totale compensazione delle Minusvalenze con le Plusvalenze generate. Fondi Comuni, ETF, Cedole Obbligazionarie, Dividendi Azionari e Certificati sono tutti sottoposti ad aliquota del 26% (12,5% per i titoli di stato), ma solo i Certificati sono considerati redditi diversi sia per la determinazione delle Minusvalenze, sia per quella delle Plusvalenze, rimanendo gli unici a consentire la loro totale compensazione.

Le minusvalenze registrate possono essere compensate nei 4 anni successivi al termine dei quali vengono perse. L’ottimizzazione fiscale del portafoglio è fondamentale per migliorare il rendimento complessivo dei propri risparmi.

Data l’importanza della discriminante interpretazione sulla normativa riguardante le minus, è bene accertarsi presso il proprio intermediario su quale linea viene seguita al fine di non incorrere nell’acquisto di certificati che non sono poi utili allo scopo prefissato. Soprattutto bisogna prestare attenzione ai certificati a capitale garantito: spesso l’intermediario li considera come un’obbligazione 

Esempi: in quest’ottica i certificati con maxi cedola iniziale hanno il compito di recuperare e/o posticipare le minusvalenze in scadenza. In questa fase di volatilità esistono dei rischi ma anche delle occasioni. Un esempio è dato dal certificato XS1273324019 Phoenix Memory di Citigroup

Il certificato è stato emesso in data 13 gennaio 2020 con un nominale di 5000 pezzi ed ha come sottostante un basket di azioni:

 

Il prezzo di chiusura è del 30 marzo è di 466 euro con un potenziale rendimento scadenza, senza considerare le cedole maggiore del 100%

Al momento tutti i sottostanti sono sopra la barriera del 50% per la maxi cedola, mentre sono sotto a quella del 70% (cioè meno 30% dallo strike) per le ulteriori cedole successive.

Questa struttura risulta essere vantaggiosa per la compensazione di eventuali minusvalenze sorte nell’anno o nei 4 anni precedenti. È Importante ricordare che la cedola staccata viene rettificata nel prezzo che scenderà quasi del pari importo. Quindi chi vuole posticipare le minus di 4 anni può compare il certificato, incassare la cedola e poi vendere il certificato il giorno successivo in modo da compensare le minus in scadenza e creare di nuove ma con più tempo per recuperarle.

Riepilogando

Il certificato alla data di rilevazione del 14/04/2020 paga una maxi cedola del 20% condizionata al livello di trigger posto al 50% degli strike, successivamente paga cedole a memoria trimestrali del 1,5% condizionate al livello di trigger posto al 70% degli strike. L’opzione autocallable è attiva dal 13/01/2021 con trigger al 100% degli strike. La barriera è discreta e posta al 60% dei prezzi iniziali. A scadenza se non viene infranto il livello barriera il certificato rimborsa il capitale nominale, al contrario, rimborsa il capitale meno la performance negativa rispetto allo strike del titolo che ha avuto la maggior discesa.

Prof. Giovanni Cuniberti

Docente a contratto Scuola di Management ed economia di Torino

Responsabile consulenza fee only di Gamma Capital Markets

DISCLAIMER

questi prodotti sono strumenti finanziaria ad elevata complessità e potrebbero non essere adeguati a tutti gli investitori. Il presente articolo del Prof. Giovanni Cuniberti ha scopo divulgativo e non è sollecitazione al pubblico risparmio. Vi invitiamo quindi a contattare l’emittente o il vostro consulente di fiducia prima di procederne all’acquisto.